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COMUNICATO STAMPA IMPRESE EDILI

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Comunicato stampa
24 febbraio 2017

Le imprese edili della Sardegna, appartenenti al comparto dell’artigianato e dell’industria, intervengono per fare chiarezza sulla materia contrattuale e sui contratti vigenti nel settore.
ANCE, CNA COSTRUZIONI, CONF.API ANIEM E CLAAI: FRONTE COMUNE CONTRO LE AZIONI DI DUMPING NELLA BILATERALITA’ DI SETTORE
Le imprese edili della Sardegna, appartenenti al comparto dell’industria, aderenti alle Associazioni territoriali ANCE della Sardegna ed alla Confapi Aniem, dell’artigianato, aderenti a Cna Costruzioni e Claai, intervengono per fare chiarezza sulla materia contrattuale e sui contratti vigenti nel settore.
È la risposta delle sigle datoriali più rappresentative del mondo delle costruzioni isolane – nel cui sistema di Casse Edili / Edilcassa confluisce oltre il 90% delle imprese e dei lavoratori attivi – al tentativo di una parte del Sindacato di creare condizioni non omogenee e sperequate tra i diversi sistemi di Casse Edili esistenti in Sardegna e, dunque, asimmetriche in termini di oneri contrattuali che alterano tra le imprese la corretta dinamica di mercato.
Condizione questa prodotta dall’accordo integrativo regionale che una parte del sindacato ha siglato con alcune organizzazioni datoriali artigiane, concedendo ad una parte, seppur marginale, della bilateralità in Sardegna di conservare aliquote contributive più basse di quelle praticate dagli altri sistemi bilaterali.
Così introducendo una inspiegabile e ingiustificata sperequazione per quanto riguarda il costo del lavoro per le imprese aderenti ai diversi sistemi di Casse Edili.
Il rifiuto delle organizzazioni sindacali di addivenire a soluzioni condivise nel quadro delle regole fissate dalla contrattazione collettiva nazionale di settore, ha prodotto la seguente condizione:
a) Le Associazioni territoriali ANCE della Sardegna sono state costrette a recedere dal contratto integrativo di tutte quattro le province. A decorrere dal 1º Febbraio, pertanto, il contratto integrativo ha cessato di avere efficacia e, pertanto, l’unica fonte normativa e retributiva di riferimento per le imprese edili industriali è il contratto collettivo nazionale;
b) Confapi Aniem Sardegna, se non si ripristinano normali relazioni sindacali, non è disponibile a rinnovare il contratto integrativo.
c) Cna Costruzioni, Claai e le imprese non facenti parte di alcun associativo hanno quale unico riferimento normativo e retributivo il il Contratto collettivo nazionale;
La reale ed effettiva situazione rappresentata contrasta in maniera assoluta con quanto dichiarato, con trionfale enfasi, nei giorni scorsi agli organi di informazione: l’accordo integrativo raggiunto con due componenti datoriali del settore artigiano, non è, e non può essere, in alcun modo considerato rappresentativo dell’intero comparto edile artigiano e della piccola media impresa, poiché non sottoscritto da CNA Costruzioni e Claai, e si applica alle sole imprese aderenti alle organizzazioni che lo hanno firmato.
Ci spiace registrare un atteggiamento di parzialità e miopia nella gestione della contrattazione integrativa e della bilateralità in Sardegna, più orientata a produrre la frammentazione e la divisione del settore, che a favorire e concretizzare a processi condivisi di integrazione e armonizzazione fra tutte le componenti.

I CONTRATTI DI RIFERIMENTO
Sempre a seguito del menzionato rinnovo del contratto integrativo regionale per le imprese artigiane aderenti alle sole due sigle datoriali firmatarie dello stesso, si apprende dalla stampa la dichiarazione che le imprese aderenti a tale contrattazione avranno la possibilità di applicare un contratto meno oneroso degli altri sistemi.
A tal proposito, spiace dover prendere atto dell’ennesima opera di disinformazione fornita dalle parti stipulanti, che, evidentemente, non tengono conto dei contratti integrativi esistenti in Sardegna.
Attualmente, infatti, le imprese edili applicanti la contrattazione Territoriale ANCE per l’industria e CNA e Claai per gli artigiani, in assenza di un contratto integrativo provinciale/regionale, hanno come unico riferimento contrattuale, per le retribuzioni e per la contribuzione al sistema della bilateralità, i soli valori fissati dai rispettivi Contratti collettivi nazionali.
Le Associazioni territoriali ANCE, CNA Costruzioni, Confapi Aniem e Claai auspicano:
a) la ripresa del confronto, ferma restando l’esigenza di allineare e parificare le aliquote contributive praticate da tutti i sistemi di cassa edili e di omogeneizzazione – anche se progressiva – dei trattamenti economici da corrispondere alle maestranze;
b) l’avvio di un serio e compiuto confronto che dia inizio ad un processo federativo per la costruzione di una unica bilateralità di settore.

ACCORDO BANCO DI SARDEGNA – ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO

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Venerdì 10 marzo a Cagliari nella Sala Convegni del Banco di Sardegna nella sede di Viale Bonaria 33, si è tenuto un incontro pubblico dal titolo: Ente nazionale per il Microcredito e Banco di Sardegna, accordo per la promozione e il sostegno delle micro imprese sul Territorio.

L’Ente Nazionale per il Microcredito è un ente pubblico non economico che esercita importanti funzioni in materia di microcredito e microfinanza, a livello nazionale ed internazionale. In particolare: 
promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti microfinanziari promossi dall’Unione Europea e delle attività microfinanziarie realizzate a valere sui fondi comunitari;
monitoraggio e valutazione delle iniziative italiane di microcredito e microfinanza;
promozione e sostegno dei programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione.

Si è parlato dei modelli operativi per il microcredito, della valutazione dei progetti e degli accordi finalizzati allo sviluppo delle micro imprese.

L’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) e il Gruppo BPER Banca hanno siglato nei giorni scorsi un accordo che consentirà di mettere a disposizione di cittadini e piccole aziende un plafond di 75 milioni di euro. Tale importo consentirà il finanziamento di oltre 3400 iniziative di microcredito imprenditoriale attraverso l’opera dell’Ente Nazionale per il Microcredito, che garantirà l’accesso al Fondo di Garanzia PMI (sezione Microcredito) per l’80% e una corretta erogazione dei servizi accessori.

E’ uno strumento previsto dal TUB (Testo Unico Bancario ) al quale potranno accedere le piccole e mede imprese esistenti da zero a cinque anni, di tutti i settori produttivi, costituite in ogni forma societaria, tranne quelle a responsabilità limitata per un importo massimo di 25.000 euro.

E’ possibile accedere al microcredito per effettuare investimenti, per la liquidità d’impresa, per l’acquisto scorte e per il pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori e al sostenimento dei costi per corsi di formazione.

Il tasso applicabile è del 5,99% TAEG ( tutto compreso ).

La restituzione va da un minimo di 24 mesi ad un massimo di 60 mesi.

Le imprese interessate dovranno :

richiedere l’iscrizione al Fondo di Garanzia per le PMI ( direttamente attraverso la piattaforma o c/o il Banco di Sardegna ;

il Banco di Sardegna provvede alla valutazione del merito creditizio ;

l’Ente nazionale per il Microcredito provvede attraverso un Tutor individuato a livello locale a effettuare il Tutoraggio ( con la redazione del Business Plan ) in fase di start up e il Monitoraggio in itinere ;

L’intero iter dovrebbe concludersi in 45/60 giorni.

CREDITO: News CLAAI Sardegna

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E’ imminente la pubblicazione da parte della regione sarda di due nuovi bandi per le imprese e i professionisti

BANDO REGIONALE T1

Bando T1 rivolto a imprese operative da più di due anni in tutti i settori di attività con le seguenti esclusioni :
A agricoltura, silvicoltura e pesca
B estrazione di minerali da cave e miniere (limitatamente a 05 estrazione di carbone)
D fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
H trasporto e magazzinaggio (limitatamente a 49 trasporto terrestre e trasporto mediante condotte; 50 trasporto marittimo e per vie d’acqua; 51 trasporto aereo; 53.1 attività postali con obbligo di servizio universale)
K attività finanziarie e assicurative
L attività immobiliari
O amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
P istruzione
Q sanità e assistenza sociale
R attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (limitatamente a 92 attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco)
S altre attività di servizi (limitatamente a 94 attività di organizzazioni associative)

Investimenti fino a 150.000,00 per piani di sviluppo d’impresa finalizzati al riposizionamento competitivo e adattamento al mercato attraverso l’introduzione di soluzioni innovative sotto il profilo organizzativo, produttivo o commerciale. Contributi fino al 70 %

BANDO REGIONALE T2

Bando T2 rivolto a nuove imprese o imprese operative da meno di due anni in tutti i settori di attività con le stesse esclusioni del bando precedente
Investimenti fino a 150.000,00 per piani di sviluppo di nuove imprese e di aumento della capacità produttiva e commerciale. Contributi fino al 70 %

MICROCREDITO

Non dovrebbe avere tempi lunghi la pubblicazione del nuovo bando del microcredito che concede finanziamenti fino a 25.000,00 euro da restituirsi in 5 anni senza interessi .
Il bando e rivolto a nuove imprese e a imprese esistenti che abbiano oggettive difficoltà di accesso al credito.
Destinatari della selezione sono coloro che intendano avviare le nuove attività, con sede operativa in Sardegna, nelle seguenti forme:
– microimprese aventi forma giuridica di ditta individuale, società di persone, società a responsabilità limitata, società cooperative (diverse dal punto successivo) operanti nei settori ammissibili;
La CLAAI Sardegna predispone e presenta le relative domande.

ARTIGIANCASSA

La CLAAI Sardegna attraverso la piattaforma informatica opera, in maniera continuativa come sportello artigiancassa, predisponendo richieste di agevolazioni finanziarie per le imprese artigiane ,commerciali e dei servizi. Sono interventi agevolativi previsti dalle leggi 949/52 e 240/81. La prima legge riguarda la concessione di contributi in conto interessi e in conto capitale in regime “de minimis” sulle operazioni di credito, la seconda legge consente analoghi benefici per i contratti di leasing. Le agevolazioni riguardano:

Piani di investimento in immobili e attrezzature aziendali
Formazione di scorte
Richieste di liquidità

Sui piani di investimento in immobili e attrezzature aziendali nuove di fabbricata presentati dalle imprese artigiane oltre al finanziamento è previsto un contributo a fondo perduto del 10% e un contributo in conto interessi.
Sulle richieste di formazione di scorte è previsto un contributo in conto interessi.
Per le atre imprese sono erogati finanziamenti a tassi di interesse fortemente competitivi.

SARDAFIDI

La CLAAI Sardegna quando si rendesse necessario rafforzare le richieste di finanziamento e le stesse richieste di affidamento bancario con la garanzia di un consorzio fidi assiste l’impresa attraverso una convenzione con la SARDAFIDI indicando già nella fase di presentazione della domanda la presenza della garanzia.

CREDITO IMPOSTA INVESTIMENTI AL SUD

Relativamente al credito di imposta ,sembra certa l’estensione alla Sardegna del bonus fiscale sugli investimenti nella misura del 45 per cento che dovrebbe essere cumulabile con altre agevolazioni che non siano di natura fiscale.
Nello specifico l’agevolazione può essere concessa solamente agli investimenti in beni strumentali
nuovi per:
– la realizzazione di un nuovo stabilimento;
– l’ampliamento di uno stabilimento esistente;
– la diversificazione della produzione di uno stabilimento;
– la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
– la riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato
acquisito

BONUS ALBERGHI

Confermato lo sconto fiscale agli alberghi che reinvestono in ristrutturazioni o migliorie: la Legge di Stabilità 2017 contiene la proroga per i periodi d’imposta 2017 e 2018 della detrazione fiscale del 65% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro a favore delle imprese alberghiere e gli agriturismi che effettuano interventi di ristrutturazione.
Tra gli interventi agevolati, per i quali è possibile fruire del credito d’imposta, rientrano:

la manutenzione straordinaria;
il restauro e il risanamento conservativo;
la ristrutturazione edilizia;
l’eliminazione delle barriere architettoniche;
l’incremento dell’efficienza energetica;
l’acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente agli immobili oggetto degli interventi.

Per qualunque chiarimento o informazione le imprese possono rivolgersi alle diverse sedi della CLAAI Sardegna e in specifico ai seguenti funzionari

Antonia Chillocci cell. 3336001487
Franco Cadoni cell. 3666660646
Brunella Massa cell. 3346467347

CREDITO : AUTORIZZAZIONE INTERESSI PASSIVI

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Dal 1° ottobre 2016 sono entrate in vigore le nuove disposizioni in materia di interessi (attivi e passivi) bancari. In particolare è previsto che:
–        gli interessi attivi e passivi sono conteggiati al 31 dicembre di ogni anno;
–       gli interessi passivi relativi ad aperture di credito regolate in c/c o in c/pagamento nonché a sconfinamenti rispetto al fido accordato o su conti non affidati, sono addebitati sul c/c del cliente e si “trasformano” in capitale soltanto a fronte di specifica autorizzazione rilasciata alla banca.
A fronte di tali novità, le banche stanno inviando ai clienti due comunicazioni:
l’una, relativa alla variazione unilaterale del contratto, per adeguarlo alle nuove disposizioni;
l’altra, contenente la richiesta di autorizzazione preventiva del cliente all’addebito degli interessi passivi sul c/c.
Al momento in cui gli interessi passivi diventano esigibili, ossia al 1° di marzo di ogni anno, a fronte dell’autorizzazione, anche preventiva, del cliente, gli stessi sono addebitati sul conto; la somma addebitata è considerata capitale.
L’autorizzazione all’addebito sul conto corrente, con conseguente capitalizzazione degli interessi, legittima di fatto l’applicazione dell’anatocismo.
La banca non può, quindi, addebitare automaticamente sul conto del cliente gli interessi maturati al 31 dicembre, ma in caso di mancato rilascio dell’autorizzazione, la stessa potrebbe procedere alla compensazione degli interessi passivi utilizzando le disponibilità presenti su altri (eventuali) conti correnti attivi. Diversamente, il cliente dovrà effettuare il relativo pagamento utilizzando altre risorse finanziarie. Nel contratto può essere previsto che, dal momento in cui gli interessi divengono esigibili, il debito per interessi sia estinto utilizzando i fondi accreditati sul conto sul quale è regolato il finanziamento. In mancanza delle suddette modalità di recupero la banca avvierà la procedura di messa in mora del cliente.
In pratica solo chi riesce a pagare regolarmente gli interessi evidenziati dal 1° marzo, avrà il beneficio di non vedersi applicato anatocismo o interessi di mora .
Altrimenti si può dire che l’anatocismo è un po’ come se uscisse dalla porta per rientrare dalla finestra , perché se il cliente firma e autorizza la banca ad addebitare gli interessi in conto, permette alla banca di applicare anatocismo.
Se invece il correntista non riesce a pagare nei termini prestabiliti si ritroverà interessi di mora oltre al fatto che possono partire nei suoi confronti le eventuali azioni giudiziaria per il recupero degli interessi. .

Nuovo Regime per cassa delle Imprese

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La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto per le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata, la determinazione del reddito secondo il criterio di cassa, al posto del criterio di competenza.
I soggetti interessati sono le imprese individuali e le società di persone non obbligate alla tenuta della contabilità ordinaria, che determinano il reddito in base all’articolo 66 del Tuir.
Si tratta, quindi, dei soggetti che hanno conseguito nell’anno precedente al primo in cui si applica il nuovo regime, un ammontare di ricavi non superiore a:
• 400.000 euro, per le imprese aventi per oggetto prestazione di servizi;
• 700.000 euro, per le altre attività, a condizione che non sia esercitata l’opzione per la contabilità ordinaria.
La nuova disposizione prevede che ai fini della determinazione del reddito d’impresa assumono rilevanza i ricavi percepiti e le spese sostenute, derogando al criterio di competenza sia per i ricavi che per le spese.
Restano ferme le regole di determinazione e imputazione temporale dei componenti positivi e negativi quali plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, ammortamenti e accantonamenti.
Il regime di contabilità semplificata si estende di anno in anno qualora non vengano superati i limiti di 400.000/700.000 di cui al comma 1dell’art. 18 del DPR 600/73.
Il contribuente ha facoltà di optare per la contabilità ordinaria: l’opzione ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è esercitata fino alla sua revoca, e in ogni caso, per il periodo stesso e i due successivi.
Il principio di cassa puo’ essere in un certo modo derogato tramite opzione, scegliendo un regime ( con il criterio della registrazione ) che presume che la registrazione delle fatture coincida con l’incasso o il pagamento.
In pratica il contribuente, previa opzione vincolante per almeno un triennio, ha la possibilità di tenere i registri Iva senza operare le annotazioni relative a incassi e pagamenti, fermo restando l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette ad Iva. In tal caso si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso/pagamento.
Se invece si sceglie il regime per cassa le imprese dovranno annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti indicando per ciascun incasso il relativo importo, le generalità e i dati anagrafici del soggetto che effettua il pagamento, gi estremi della fattura e in altro registro con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute fornendo le stesse indicazioni degli incassi.
Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016, e ai fini della loro attuazione dovrà essere emanato un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
Le nuove regole sul regime di cassa 2017 eliminano l’obbligo di applicare il principio di competenza economica alle imprese, che possono seguire il principio di cassa e determinare il reddito come fanno attualmente i professionisti (pago su quello che incasso effettivamente, a prescindere dalla relativa competenza economica).
Il nuovo regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata è obbligatorio e non opzionale.
Quindi chi non aderisce al nuovo regime per cassa può avvalersi del regime con il criterio delle registrazioni o del regime contabile ordinario.
Con il conseguente aumento di adempimenti amministrativi e di costi.

NOVITA’ LEGGE DI STABILITA’ 2017 – INPS

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APE
A decorrere dal primo maggio 2017, in via sperimentale fino a 31 dicembre 2018, è istituito l’anticipo pensionistico (APE), che consente di lasciare il lavoro anticipatamente ai soggetti con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi e che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi. L’anticipo pensionistico viene erogato da un istituto finanziatore in quote mensili. La domanda deve essere presentata all’INPS. La restituzione del prestito avviene dal momento in cui si matura il diritto alla pensione, con rate mensili e per 20 anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria. La durata minima dell’APE è pari a 6 mesi. L’entità minima e massima del prestito pensionistico sarà stabilito con un successivo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Entro il 31 dicembre 2018 il Governo verifica i risultati della sperimentazione al fine della eventuale prosecuzione della prestazione.

APE SOCIALE
L’anticipo pensionistico (APE) sociale è una ‘prestazione ponte’ che si rivolge alle categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà con almeno 30 anni di contributi versati: disoccupati privi di ammortizzatori sociali, invalidi fino al 75%, coloro che assistono familiari gravemente disabili. Possono accedere all’APE sociale anche i lavoratori impegnati in attività particolarmente pesanti e impegnative (tra cui operai del settore estrattivo o dell’edilizia, autisti di mezzi pesanti, infermieri, insegnanti di asilo, facchini) con almeno 36 anni di contributi. Questi soggetti riceveranno un assegno parametrato alla pensione ma fino ad un massimo di 1.500 euro. Terminato il periodo ‘ponte’ di 3 anni e 7 mesi percepiranno la pensione. Con l’Ape sociale non c’è un prestito della banca che deve essere restituito.

NUOVA SALVAGUARDIA E LAVORATORI PRECOCI
E’ prevista una nuova salvaguardia per oltre 25.000 soggetti che potranno andare in pensione con le regole antecedenti la riforma Fornero. Dal primo maggio 2017 i lavoratori che hanno almeno 12 mesi di contributi per periodi di lavoro effettuati prima del raggiungimento del diciannovesimo anno di età e che si trovano in condizioni di difficoltà – sono in disoccupazione, assistono un familiare disabile, hanno una riduzione della capacità lavorativa – possono andare in pensione con 41 anni di contributi, quindi anticipatamente rispetto al requisito della legge Fornero.

QUATTORDICESIMA
La quattordicesima aumenta mediamente del 30% per le pensioni fino a 750 euro al mese e viene estesa ai pensionati con reddito fino a 2 volte il minimo Inps (circa 1.000 euro). Diventano così circa 3,2 milioni i soggetti che dal 2017 percepiranno la quattordicesima mensilità. Di essi, 2 milioni già la ricevevano e avranno un aumento. Per 1,2 milioni di persone sarà un beneficio nuovo. Un lavoratore dipendente con reddito non superiore a 750 euro (una volta e mezza il minimo Inps) e fino a 15 anni di contributi riceverà 437 euro. Se ha versato fino a 25 anni di contributi riceverà 546 euro, con contributi oltre 25 anni riceverà 655 euro. Con un reddito da 1,5 a 2 volte il minimo Inps si riceverà la quattordicesima (che prima non avevano) di importo da 336 euro a 504 euro

NO TAX AREA
Nella Legge di bilancio è prevista una riduzione del prelievo fiscale per i pensionati. La manovra punta a sostenere i redditi più bassi e lo fa estendendo la platea di coloro che possono beneficiare della cosiddetta “no tax area”, il reddito minimo non tassabile. Tutti i pensionati, indipendentemente dall’età, non versano l’Irpef se hanno un reddito complessivo fino a 8.000 euro. La manovra uniforma il trattamento che in precedenza era meno favorevole per i pensionati sotto i 75 anni.

CONTRIBUTI LAVORATORI AUTONOMI
Dal 2017 per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva e iscritti alla gestione separata, che non siano iscritti ad altre gestioni previdenziali, è stabilita la riduzione dell’aliquota contributiva al 25% (riduzione di 4 punti percentuali rispetto al previsto).

STUDENTI E APPRENDISTI
Previsto l’esonero contributivo alle imprese che assumono, a tempo indeterminato studenti che hanno svolto periodi di “alternanza scuola-lavoro” o periodi di apprendistato. L’esonero, valido per i contratti sottoscritti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, si applica per tre anni, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di un importo pari a 3.250 euro su base annua.

Rapporti Coordinati e Continuativi. Collaborazioni, le novità

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Dall’1° gennaio si considerano rapporto di lavoro subordinato/dipendente tutte le collaborazioni che vengono eseguite in forma personale, continuativa; laddove l’impresa committente organizza le relative modalità di esecuzione, anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. La novità non si applica ai rapporti collaborativi regolamentati da specifici contratti collettivi di lavoro (es: call/center), alle attività intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi ed ordini professionali (avvocati, notai, ingegneri,ecc.), ai componenti di organi di amministrazione e controllo di società. Abrogati i contratti a progetto, validi solo per collaborazioni che non ricadano nelle ipotesi citate e sino alla loro naturale scadenza. Possibile l’utilizzo delle “vecchie” collaborazioni coordinate e continuative a condizione che non siano subordinate (orario e sede, direttive aziendali, modalità di esecuzione decise dall’impresa, ecc.) Possibile stipulare accordi conciliativi sindacali (“accordi di stabilizzazione”) a chiusura di precedenti rapporti collaborativi e contestuale assunzione subordinata, a tempo indeterminato (impegno a non licenziare il lavoratore per almeno dodici mesi), a chiusura di ogni pretesa del collaboratore e/o di Inps, Inail ed Agenzia Entrate. L’assunzione “stabilizzata” risulta inoltre compatibile con le agevolazioni contributive Inps/Legge di Stabilità 2016. Esclusa la possibilità di stipulare nuovi contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro (ricorrente in acconciatura/estetica, installazione impianti, revisioni auto, ecc.). Rimangono in vigore i soli contratti di associazione in partecipazione già in atto alla data del 25 giugno 2015 e sino alla loro cessazione.

Sicurezza, incentivi alle imprese con bando Inail

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Col bando “Isi 2015” l’Inail rinnova, ancora una volta, il proprio impegno per il welfare del Paese, mettendo a disposizione delle imprese 276.269.986 euro di contributi a fondo perduto per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La somma rappresenta la sesta tranche di un ammontare complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro stanziato dall’Istituto a partire dal 2010. Novità rilevante del bando Isi 2015 è rappresentata dall’introduzione di uno specifico asse di finanziamento dedicato ai progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Le aziende interessate potranno inserire le proprie domande dal 1° marzo al 5 maggio 2016 sul portale dell’Inail. Lo stanziamento è ripartito in budget regionali. Gli incentivi Isi – ripartiti su singoli avvisi regionali pubblicati sul portale dell’Inail – vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (quali, per esempio, quelli gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea).

I sogetti destinatari dei contributi sono tutte le imprese, anche individuali, ubicate sul territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura. Copertura dei costi fino al 65%, il contributo massimo è di 130mila euro. Nel dettaglio, i 276.269.986 euro di finanziamenti del bando a sportello possono riguardare progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale e – come già sottolineato – progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Il bando Isi 2015 mette a disposizione delle imprese un contributo in conto capitale pari al 65% dei costi sostenuti per la realizzazione dell’intervento ed è compreso tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 130.000 euro (il limite minimo di contributo non si applica alle imprese fino a 50 lavoratori che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale). Domande dal 1° marzo al 5 maggio 2016, nella sezione “Servizi on line” del portale dell’Inail.

Galdino Saba

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Fisco: detrazioni edilizia e energia

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La Finanziaria 2016, oltre a prorogare per il 2016 le detrazioni fiscali del 50% e 65% previste, rispettivamente, per i lavori di recupero del patrimonio edilizio e per gli interventi di riqualificazione energetica e adozione di misure anti sismiche, ha introdotto la possibilità:

  • per i c.d. “soggetti incapienti”, di optare, in luogo della detrazione del 65%, per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno eseguito l’intervento agevolabile su parti comuni condominiali;
  • di fruire della detrazione del 65% per l’aquisto,l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda e di climatizzazione delle unità abitative.

 

Più informazioni e assistenza, contattando le Associazioni Provinciali della CLAAI Sardegna.